La morale senza filtri

scritto da Fabio Avena
Pubblicato 11 ore fa • Revisionato 11 ore fa
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Autore del testo Fabio Avena
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Nel 2019 con questa lirica ho partecipato al contest europeo “Tour Music Fest – Categoria Autori”, posizionandomi tra i primi dieci finalisti. Sono state realizzate due canzoni con il testo. La poesia è presente nel mio libro "In vista del domani".
- Nota dell'autore Fabio Avena

Testo: La morale senza filtri
di Fabio Avena

La verità risuona
nell’eco di mute,
dormienti coscienze.

Non faccio prediche
né moralismi altalenanti,
né sofismi elaborati
o ampollose prosopopee incoerenti
e senza frutto alcuno.

Non chiamate l’esorcista
né l’analista, o lo scienziato
pseudo Illuminato
da fittizia luce propria.

Non amo gli artifizi,
né i fuochi d’artificio
o i botti assordanti
seguiti da scoppi improvvisi
e da squilli di telefono
senza risposta.

Detesto i trilli
pomposi di tromba,
che poi va dritta alla tomba
con tutta la banda
a suon di fanfara e farabutti.

Ne ho per tutti,
disonesti o falsi onesti!
Sono lo specchio
delle vostre silenti coscienze
in cui non vi rispecchiate.
Mangio neuroni specchio,
lasciandone avanzi
per i vostri dinieghi.

Porto alla luce le finte stelle,
gettandole in stalle di concime,
tra rifiuti e scarti
di puro e insano
trash televisivo.
Sono la coscienza
di un Zeno senza Freud,
di un Senofonte
con buone fonti
di tabloid.

Senza senno,
incosciente
ma coscientemente senziente
e audace più che mai!

Vi insegno l’Abc!
Vi segno ciò
che non sottolineate
nei libri di testo.

Del resto
posso farvi scuola,
dall’asilo alla tomba!

Senza altisonanti cariche regali,
né regali da parte di nessuno,
vi regalo un gran Dono:
patrimonio vivente
nella terra dell’innocente.

Basta ipnosi
da Circe circense!
Stop a ipnotiche ciarle
di ciarlatani dell’ultima ora,
o da Matusa d’Essai!

Che ne sai?
Te lo faccio ben presente!
Demente,
accecato dalle favolette dei guru,
dai futili sproloqui di gente in vista.

Io sono il fuorilista,
l’escluso, l’incompreso, l’ultimo,
ma faccio l’apripista
anche nelle piste da ballo.

Non seguo la tua lista nera,
nè i volantini che volano.
Non amo la politica
né i politicanti non coerenti,
ma corrotti.

Amo la verità tutta intera,
la giustizia quella vera!

La metamorfosi di Kafka
in positivo per me,
in scarrafoni per voi,
primi della classe.

Prediligo l’ultimo banco,
la panchina più isolata anche negli stadi
o nei forum di un'agorà,
tra dibattiti squallidi e fasulli,
prolissi e polemici,
senza fondamenta ma fondamentalisti
o univoci, quasi integralisti.

Non mi integro, non mi uniformo
nemmeno in uniforme!
Sono inconforme,
ma pieno di sostanza.

Non mi fermo
all’apparenza;
guardo ben oltre!
Mi dissocio
da chi ti è socio!

Scendi dal piedistallo, dall’aula magna,
da quella cattedra fasulla che ti sei creato
o sulla quale ti hanno assiso i tuoi lacchè
da buoni ruffiani o da ipocriti farisei!

Non mi inchino mai
davanti a nessuno;
non striscio come una biscia,
come un verme o un millepiedi
di fronte alla piovra
dai milioni di tentacoli
nascosti nel veleno della morte.
Segnerà poi il vero Dio
un bel giorno la tua sorte!
Queste rime in sordina
le sentono anche i sordi adesso!
I muri crollano,
senza riportare danni.

Ma tu, barbagianni o barbafuoco,
preferisci illudere la gente
portando a te i disillusi, i tristi
che non riescono ancora a vedere chiaro
o tacciono per stupida paura.

Tanti pinocchi vanno in giro
anche senza pinocchietti.
Si risvoltano i risvoltini,
senza dar la giusta svolta a se stessi.

Intanto anniento i cretini,
gli sbruffoni!
Disintegro con le strofe
il malsano habitué
a cui vi hanno abituato o viziato.

Non vi vizio, né stravizio!
Non amo i vizi,
né le dipendenze
di alcun tipo.

Adesso non transigo,
non mi limito, non mi calmo,
ma mi illimito tra i vostri schemi, limiti
preincartati, incartapecoriti.

Vedo anche falsi pastori;
gente che ammaestra
intere greggi di pecore.

Guardo a trecentosessanta gradi!
Non amo i vostri degradi,
gradi e graduatorie!

Sono la pecora nera,
l’ultimo della classe,
il vostro ex compagno di banco.
Buono, silente, timido,
ma con dentro il tuono.
Sentite quel frastuono?
Ascoltate bene adesso!

La morale senza filtri testo di Fabio Avena
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